Via Marmora 12A, Cuneo | Via Cesare Battisti 40, Fossano (CN)
claudia.vio@tiscali.it
340 9391802
Close
340 9391802 claudia.vio@tiscali.it
Teorie e Metodi in Psicoterapia

Quale Psicoterapia?

“La psicologia è definita dal suo specifico oggetto di studio,
complesso e indagabile da differenti prospettive,
con metodi tra di loro molto diversi.
Pertanto non costituisce un’unica disciplina, ma un insieme di scienze molteplici e differenziate.
La scientificità di ognuna è affidata alla struttura e alla coerenza dello specifico metodo”.

Antonio Imbasciati

La psicologia è una scienza giovane, nata nella seconda metà dell’Ottocento, che racchiude al suo interno scuole di pensiero molto diverse tra loro.
E’ fondamentale scegliere l’orientamento terapeutico più adatto a noi, per evitare di andare incontro a fallimenti o ricadute.
Ciò che rende migliore un metodo di cura rispetto a un altro dipende non solo dal tipo di disturbo presentato, ma anche dalla capacità del terapeuta di sapersi porre come “Base Sicura”, entrando nella relazione in modo non giudicante, comprensivo ed empatico.
Nel vasto panorama di approcci psicologici, si può fare una distinzione molto generale tra:

  • Psicoterapia Psicodinamica
  • Psicoanalisi
  • Psicoterapia Umanistica
  • Psicoterapia Sistemico-Relazionale
  • Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva
  • Psicoterapia Costruttivista

L’Orientamento Psicoanalitico
A partire dalla prima Psicoanalisi Freudiana, si sono sviluppate molte altre scuole di pensiero di derivazione analitica: è perciò riduttivo parlare di una singola Psicoanalisi.
Per semplificare, si può pensare a questo approccio come a uno strumento di conoscenza profonda di se stessi per cambiarsi e migliorarsi.
Freud riteneva fondamentale che il paziente fosse libero di parlare per libere associazioni, in modo da portare alla coscienza elementi rimossi che, una volta interpretati dall’analista, permettessero la guarigione.
I concetti cardinali della psicoanalisi sono quelli di TRANSFERT, CONTROTRANSFERT e NEUTRALITA’ PSICOANALITICA.

L’Orientamento Umanistico – Esistenziale
La psicologia umanistica si è affermata soprattutto grazie al pensiero di Maslow e Rogers.
Secondo questa scuola, l’uomo è teso all’autorealizzazione e alla soddisfazione dei propri bisogni.
E’ perciò fondamentale promuovere e valorizzare i punti di forza dell’individuo, facilitando il suo naturale percorso di crescita e sviluppo.
L’approccio con il paziente deve essere basato su 3 elementi:

  1. Genuinità: Il terapeuta deve mostrarsi per quello che è, deve essere aperto e trasparente senza nascondersi dietro il proprio ruolo o le regole del setting.
  2. Empatia: Il terapeuta non deve mostrare al cliente il proprio punto di vista ma deve assumere il punto di vista del cliente che in questo modo si sente meglio compreso e apprezzato e lascia quindi emergere pensieri o sensazioni più profonde che prima temeva di portare a livello cosciente e verbalizzare.
  3. Accettazione positiva incondizionata: Il terapeuta ha e manifesta piena e totale fiducia nelle capacità di autorealizzazione del cliente e si astiene da qualunque giudizio o valutazione.

L’Orientamento Sistemico – Relazionale
Questo tipo di psicoterapia attribuisce particolare importanza al sistema in cui vive il soggetto portatore di un malessere, piuttosto che al soggetto stesso. L’individuo, infatti, esprime un disagio all’interno di un sistema (famiglia, scuola, lavoro,..) ed è su quest’ultimo che bisogna intervenire per ripristinare l’equilibrio.
Questo approccio risulta particolarmente efficace nell’ambito dell’età evolutiva, dove è importante coinvolgere la famiglia in un percorso di psicoterapia affinché si modifichino le regole del sistema (ossia i modi di interagire e di comunicare).

L’orientamento Cognitivo – Comportamentale
Ad oggi, l’orientamento Cognitivo – Comportamentale è uno dei più diffusi per la terapia dei disturbi d’ansia e dell’umore.
Il termine “cognitivo” si riferisce a tutto ciò che accade internamente alla mente, ovvero tutti i processi mentali come pensiero, ragionamento, attenzione, memoria e consapevolezza.
Il termine “comportamentale”si riferisce invece ai comportamenti manifesti (azioni e condotte) da parte del soggetto.
Il terapeuta cognitivista adotta un atteggiamento psico-educazionale, esponendo in modo molto chiaro al paziente i circoli viziosi e i meccanismi che possono rafforzare e mantenere alcuni sintomi.
Il terapeuta, analizzando dopo diverse sedute (solitamente 3-4) tutto il materiale e i contenuti emersi, delineerà un progetto terapeutico, caratterizzato da obiettivi concreti, utili e raggiungibili, che fin dalla seduta successiva permettano di iniziare a lavorare sui sintomi che maggiormente compromettono il funzionamento e la serenità dell’individuo.
Insieme al paziente verrà stilato un CONTRATTO TERAPEUTICO, in cui sono esplicitati gli obiettivi, i compiti del paziente, le finalità della terapia, le tecniche che verranno utilizzate, nonché i tempi, il costo e le probabilità di successo della terapia.
La Terapia Cognitivo – Comportamentale poggia su una base sperimentale e un metodo scientifico e la sua efficacia nel trattamento di numerosi disturbi psicopatologici è stata convalidata empiricamente.
Essa è consigliabile per il trattamento di: depressione, ansia, attacchi di panico, disturbo ossessivo – compulsivo, fobie, disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia, obesità psicogena), forme di stress post-traumatico, dipendenza da alcol e droghe, disfunzioni sessuali, problemi di coppia e, combinata alla somministrazione appropriata di farmaci, disturbi di personalità e schizofrenia.

L’orientamento Costruttivista
L’approccio Cognitivo Comportamentale, negli ultimi anni, è andato integrandosi con l’approccio Sistemico e con il Costruttivismo, grazie al contributo di autori come Guidano, Liotti, Dodet e Ugazio.
Il Costruttivismo sottolinea l’importanza di guardare alla realtà non come oggettivamente data una volta per tutte ma attivamente costruita dal soggetto, che la riordina in base alle sue caratteristiche di personalità.
L’ordine e le regolarità con cui siamo abituati a trattare le cose e noi stessi, da questo punto di vista, è il prodotto emergente del nostro interagire con il mondo (Guidano).
Partendo da queste premesse teoriche, la terapia mira a ridefinire come interno un sintomo vissuto come estraneo e sconnesso dal proprio modo di essere.

Lascia un commento